
Scrittura · 16 gen 2024
Dati su salute e fitness
Più dati sono meglio?
Dall'inizio di quest'anno mi alleno più duramente dei mesi scorsi. Mi sono dato degli obiettivi e ho adottato un programma che unisce corsa, ciclismo e nuoto. Mentre mi districo nella montagna sempre più alta di dati di allenamento, mi chiedo: avere più dati si traduce davvero in una forma fisica migliore??
Sentire la tua prestazione
Il bello dell'allenamento è che, quando ne fai un'abitudine, impari a riconoscere e capire sempre meglio le tue sensazioni. Vado in bici da diversi anni e riesco a stimare con buona precisione la mia frequenza cardiaca con un margine di pochi battiti al minuto, e lo stesso vale per velocità e intensità misurate dal mio misuratore di potenza. Direi che per me, in bici, i dati hanno pochissimi segreti.
Imparare a correre
Con la corsa invece sono nuovo, e raccogliere qualche metrica come distanza, tempo e frequenza cardiaca mi aiuta a valutare resistenza, ritmo e progressi. Ma, forse come eco della mia esperienza in bici, ho notato che riconosco la mia prestazione quando entro "nel flusso" dopo un po'. Soprattutto, il dolore vero che provo non lo misura nessun tracker digitale: viene dalle mie ginocchia non allenate e dai muscoli collegati, e lo posso sentire solo io (e farei meglio ad ascoltarlo, per evitare un infortunio!). Quindi, quando si parla di corsa, i dati su salute e fitness mi portano solo "fino a un certo punto".

Dati macro contro dati micro
Onestamente devo ammettere che non so dove stia il giusto equilibrio con i dati su salute e fitness. La mia fascia WHOOP tiene d'occhio in modo passivo le tendenze più ampie e ha rilevato un miglioramento della frequenza cardiaca a riposo e dell'HRV da quando ho intensificato gli allenamenti. Mi piace il suo approccio un po' più olistico, che guarda al macro invece che al micro: vedi i tuoi progressi su un orizzonte più largo. Ma anche lei sembra catturare solo una parte del quadro del mio sentirmi meglio.
Cosa vuol dire "sentirsi meglio"?
Quando pensi a salute e felicità, ricorda che scale psicologiche e misure biometriche possono dare indicazioni utili, ma spesso non bastano a cogliere tutta la tua esperienza personale. Il barometro più autentico del tuo benessere e della tua felicità è la tua consapevolezza di te.
Ascolta i segnali del tuo corpo e le riflessioni della tua mente. Ti senti pieno di energia o svuotato? Appagato o inquieto? Questi segnali interni sono preziosi. Prendi l'abitudine di fare check-in regolari con te stesso, magari con la mindfulness o un diario, per capire e apprezzare a fondo il tuo stato di benessere. Questo approccio in sintonia con te non solo rispetta l'unicità delle tue esperienze, ma ti permette anche di fare aggiustamenti che rispondono davvero ai tuoi bisogni e alle tue aspirazioni.

Conclusione
Penso che alla fine dipenda dalle preferenze personali e dai tuoi obiettivi. Se sei un atleta professionista che vuole vincere una gara o battere un record (personale), ha senso raccogliere dati dettagliati per sbloccare ancora qualche briciola di prestazione umana. Per me, in fondo, conta sentirmi in contatto con il mio corpo, più che essere legato a un database.
Fammi sapere!
Mi farebbe piacere sentire la tua "filosofia del fitness". Come bilanci dati e intuizione? Monitori qualcosa, e se sì, perché? Scrivimi a mail@willem.com e/o mandami i tuoi link, pensieri, idee e grafici. Ho intenzione di scrivere un seguito con i tuoi riscontri!