
Scrittura · 22 nov 2019
Costruire un NAS professionale da 72TB
Configurazione e installazione di un server HPE ProLiant DL380
Negli ultimi anni ho spostato i miei dati e il mio lavoro dai computer locali (soprattutto laptop) al cloud. Il cloud computing lo fanno i server in un datacenter, computer potenti che svolgono il lavoro pesante. Con la crescita della mia azienda mi serviva più capacità. Era ora di dare un po' più di potenza al mio cloud!
Cloud computing
Negli ultimi anni "il Cloud" è stato venduto come un fenomeno magico che risolve molti problemi aziendali. Dal punto di vista tecnico, però, non è altro che concentrare la potenza di calcolo nei datacenter invece che sulla tua scrivania.
I vantaggi principali sono che puoi accedere a risorse di calcolo (estremamente) potenti, che crescono insieme al tuo carico di lavoro. Pensa alla tua scrivania: per un computer c'è poco spazio. Un datacenter invece è fisicamente molto più grande e permette a tanti server di lavorare insieme, offrendo più capacità.

Oltre alla scalabilità, il datacenter è un ambiente molto migliore per i computer rispetto al tuo ufficio. Pensa a cose semplici come polvere, caffè rovesciato, blackout e differenze di temperatura e umidità. E se sei come me e vai al lavoro in bici, è una fortuna che i tuoi dati siano al sicuro in un datacenter invece che su un laptop nello zaino (esposto a urti, maltempo, eccetera).
Il server HPE DL380
La mia azienda usa i server HPE perché hanno una comprovata affidabilità e offrono tante soluzioni di design intelligenti che rendono facile la manutenzione. Per molti versi sono progettati per rendere la vita più facile a chi gestisce i sistemi.

Nella foto qui sopra vedi l'interno del server HPE DL380. Ti spiego le sue viscere da sinistra a destra:
- Vano dischi: la struttura di metallo grigio è dove stanno gli hard disk o gli SSD. Quando il server è montato in un rack si trovano sul davanti, così è facile aggiungere o sostituire i dischi, di solito senza attrezzi.
- Gruppo ventole: le 6 scatole nere sono ventole, che aspirano aria fresca da sinistra e la spingono verso destra. Ogni ventola è monitorata singolarmente. Se una si guasta, le altre ne assumono il carico soffiando più forte. Ogni ventola è facilissima da sostituire, sempre senza attrezzi.
- Processori e memoria: al centro, dietro la plastica trasparente (il tunnel di raffreddamento), ci sono i due processori e 16 banchi di memoria. Riconosci i processori dal dissipatore di metallo. Sono circondati da (tanti) banchi di memoria: tenerli fisicamente vicinissimi ai processori permette larghezze di banda altissime. Sono proprio accanto al gruppo ventole, per sfruttare al massimo il margine termico.
- Alimentatori: in alto a destra ci sono i due alimentatori. Lavorano insieme e si dividono il carico elettrico. Se uno si guasta, l'altro può alimentare l'intero server. Questo dà ridondanza, perché permette di collegare il server a più fonti di alimentazione (diverse) nel datacenter.
- Scheda di sistema: i chip verdi al centro a destra formano la scheda di sistema o scheda logica principale. Contiene i vari componenti che compongono il server. Noterai cose come la batteria (dell'orologio), il lettore di schede SD e il chip iLO. Quest'ultimo è il sistema 'lights out' integrato di HPE, un computer dentro il computer, che permette ai tecnici di controllare a distanza le viscere del server.
- Controller RAID: in basso a destra c'è il controller RAID, dove RAID sta per "redundant array of independent disks", cioè insieme ridondante di dischi indipendenti. Collega e organizza i dischi fisici nel vano dischi. Può distribuire i dati su più dischi, offrendo un po' di ridondanza in caso di guasto di un disco.
Installare un sistema operativo sul server
Come il tuo computer fisso o il tuo laptop, anche il server ha bisogno di un sistema operativo. Per i server si usa di solito un tipo speciale di sistema operativo, che permette di installare a distanza altri sistemi operativi. Il sistema operativo principale ti permette di dividere la capacità in più server virtuali, e si chiama sistema operativo hypervisor.
Il vantaggio di usare più server virtuali è che puoi spostare più facilmente i carichi di lavoro tra macchine fisiche, senza dover reinstallare il software. I server virtuali sono generici e possono girare su hardware di tipo diverso. Questo permette scalabilità e ridondanza se usi più server fisici insieme a più server virtuali.


Installare il sistema operativo funziona un po' diversamente da un normale computer da ufficio. Il server non ha un lettore CD / DVD per installare da supporti fisici. Uso invece la rete locale per fornire i file di installazione al server. Lo faccio con il mio laptop ThinkPad X1, su cui gira un server web. Ho configurato il server HP in modo che usi questo laptop come opzione di avvio.


Il MacBook è collegato al server tramite l'iLO di HPE. Così fa da monitor e tastiera. Posso controllare l'installazione dalla mia scrivania (invece di stare in piedi accanto al server rumoroso).

Tramite iLO si possono vedere tutti i singoli componenti del server. I tecnici possono controllare lo stato fisico del server e vedere come sta andando.
Portarlo al datacenter
Dopo aver installato il sistema operativo principale, il server va messo nel datacenter. Ad Amsterdam ci sono tanti datacenter diversi. La mia azienda ha più server in sedi diverse, per limitare il rischio di perdita di dati in caso di incendio o disastro locale. Portare il server al datacenter è semplice: fissi un appuntamento con il centro operativo di rete (NOC), firmi qualche contratto e salti in macchina.


Per facilitare l'installazione nel datacenter ho preconfigurato le impostazioni di rete in modo che corrispondano a quelle del datacenter. Se tutto va bene, il server funziona in "plug and play". E così è stato, evviva!

Quando il server è su e funzionante puoi collegarti a distanza. Così lo usi come parte vera del "cloud", attingendo alla sua potenza di calcolo da lontano.

Conclusione
A far funzionare il cloud sono i tanti server dentro i datacenter. A seconda delle tue esigenze puoi affittare un po' di capacità da altri oppure installare tu stesso le macchine fisiche.
Per vari motivi ho scelto di gestire le mie macchine fisiche, per avere il massimo delle prestazioni e del controllo. Gestire i server (fisici e virtuali) è diventato un po' un'arte perduta, ma fondamentale per l'internet di oggi, che vive di cloud.