
Scrittura · 14 gen 2021
Abbandono il mio sistema operativo per tablet
Perché sono tornato a iPad e Mac
Nell’ultimo anno ho sperimentato la creazione di un mio sistema operativo per tablet, con Debian GNU/Linux e il window manager i3 su un Microsoft Surface Go 2 con LTE. Dopo mesi di uso intenso ho deciso di abbandonare l’esperimento e tornare a iPad Pro e Mac. Leggi per scoprire il perché.
Costruire "WillemOS" con Debian GNU/Linux su Microsoft Surface
Dopo l’ennesimo bug in Apple Photos, ero stufo e ho iniziato a pensare seriamente di lasciare l’ecosistema Apple. Pensavo di poter fare meglio. Quanto può essere difficile creare un proprio sistema operativo.., vero?

A quanto pare si può ottenere parecchio, se hai un po’ di tempo libero e tantissima dedizione. È incredibile quanto si impara semplicemente provando. Ne sono nati articoli e scoperte interessanti negli ultimi mesi:
- Creare il mio sistema operativo per tablet
- Liberi da iCloud scappare da Apple Photos
- Sincronizzare i file senza problemi tra tablet e smartphone
- E infine: Perfezionare il mio sistema operativo per tablet

Poi però è successo qualcosa: ho avuto l’occasione di usare per un po’ un laptop Windows, il Surface Laptop Go. È un laptop semplice e allegro e mi è piaciuto proprio per questo: niente grane. Il laptop funzionava e basta, in modo prevedibile e affidabile, qualcosa che evidentemente mi mancava in "WillemOS".

Il problema del mio sistema operativo
Costruirti il tuo sistema operativo è fantastico per tanti motivi, soprattutto perché sei tu a decidere come funzionano le cose. Sei l’architetto, il maestro, quello che decide. Sei dio. Il rovescio di tutto questo potere è che sei anche responsabile del fatto che le cose funzionino!
Molto spesso le cose funzionavano benissimo, soprattutto dopo che avevo dedicato un po’ di tempo a rifinire l’esperienza. Ma nonostante tutta la mia conoscenza ed esperienza, a volte le cose si rompevano, e anche male. Succedeva soprattutto perché:
- uso software su hardware non supportato: il tablet Surface Go è progettato per funzionare con Windows
- la maggior parte del software GNU/Linux è pensata per tastiera e mouse: usarlo su un tablet con il solo schermo touch è quasi impossibile (prova a inserire la chiave di cifratura del disco senza tastiera)
- preferisco le versioni di software più all’avanguardia dei repository unstable di Debian, che a volte hanno modifiche che 'rompono' tutto...
- ho creato in WillemOS un mio strano mix di software libero: unendo pacchetti e app non necessariamente pensati per funzionare insieme
Negli ultimi 6 mesi (quando usavo il mio sistema operativo ogni giorno) ci sono state almeno 3 occasioni in cui il sistema si è rotto nei momenti critici. Di solito i guai arrivavano dopo aver riattivato il tablet dall’ibernazione...
Per esempio, una volta dovevo rispondere a un guasto di un servizio, un cliente aveva chiamato e aveva bisogno di assistenza subito. Proprio in quel momento ho avuto problemi a rimettere in rete il tablet dopo averlo riattivato. Ho perso tempo prezioso, ma soprattutto mi sono sentito un dilettante, incapace di rispondere subito per colpa di uno stupido bug di rete. Le persone mi pagano bene per aiutarle a risolvere i loro problemi, devo essere pronto!

Un altro esempio fastidioso: mi è venuta una super idea per il prossimo grande unicorno dell’IT... ero pronto a usare la penna del tablet per catturare questa scintilla di creatività quando all’improvviso il sensore della penna del tablet ha smesso di rispondere. La penna non funzionava e lo schermo touch impazziva. Sono riuscito a sistemare tutto riavviando alcuni servizi di sistema e chiudendo e riaprendo qualche app. Ma quando ero pronto, la grande idea era sparita!


Lezioni imparate
Oltre ad aver preso confidenza con Debian GNU/Linux in modo profondo e radicale, ho imparato una o due cose sulla realtà di costruire un sistema che vuoi usare ogni giorno.
Prima di tutto, l’affidabilità è incredibilmente importante. Va a braccetto con la prevedibilità (ma non sono necessariamente la stessa cosa). Non è un problema se le cose si rompono, purché te lo aspetti. È difficilissimo farlo bene, e ho guadagnato un enorme rispetto per tutto il buon lavoro dei produttori commerciali di software e hardware. Le prestazioni di uno strumento critico che pensi di usare ogni giorno devono essere estremamente prevedibili.
Secondo, per ottenerlo conviene usare hardware supportato e concetti software comuni. Usa un PC tradizionale con componenti standard, un normale mouse e una tastiera se vuoi usare software libero (come Debian GNU/Linux). L’esperienza da tablet senza attriti con software libero non è ancora pronta.
Terzo, e questa è forse la cosa più importante: quando funziona è magia! Tutti i problemi che ho incontrato erano gestibili e non tolgono nulla al fatto che, quando il mio sistema funzionava, a volte c’era una vera magia.

Conclusione
Devi essere proprio un po’ pazzo per provare a costruire il tuo sistema operativo. E sei un tipo speciale di pazzo se del tuo sistema operativo sperimentale fai quello di tutti i giorni!
È quello che ho fatto... e sono contento di essere sopravvissuto per raccontarlo. Ci riproverò un giorno, perché il sapore della libertà è difficile da dimenticare, una volta provato!
