Quando si fa dura

Scrittura · 12 mag 2025

Quando si fa dura

La Leiden Marathon con il caldo

Ieri ho finito la Leiden Marathon, i 42K più duri che abbia mai corso, a causa della temperatura. Cielo sereno e sole pieno, con temperature salite fino a 25°C. Diversi corridori sono crollati per esaurimento da calore, e uno ha perfino dovuto essere rianimato. Quando spingi al limite, a volte lo raggiungi davvero. Ecco qualche pensiero nato da questa esperienza.

Era iniziato tutto bene: una domenica perfetta per stare all'aperto nei Paesi Bassi. C'erano diversi eventi di corsa, tra cui la Leiden Marathon e la mezza maratona LOOP Leeuwarden. Il meteo sarebbe diventato un fattore decisivo: il cielo sereno e il sole pieno facevano salire le temperature.

Divertirsi all'aperto: un sorriso al 10K, ancora in forma
Divertirsi all'aperto: un sorriso al 10K, ancora in forma

Per rendere al meglio, il corpo umano deve mantenere stabile la temperatura interna. Negli sforzi di resistenza come le maratone, la maggior parte dell'energia che bruciamo si trasforma in calore. Per non surriscaldarsi, il corpo si affida al sudore e all'evaporazione per restare fresco. Quando questo sistema di raffreddamento va in crisi, per le alte temperature, per l'umidità o per entrambe, la prestazione crolla in fretta.

Effetto di caldo e umidità sulla velocità in maratona (runningwritings.com)
Effetto di caldo e umidità sulla velocità in maratona (runningwritings.com)

Questo grafico dell'indice di calore mostra come l'aumento di temperatura e umidità riduca in modo netto la prestazione in maratona. A 25°C e con molta umidità, i corridori rallentano di oltre il 3%; a 30°C, le perdite superano il 7%. In queste condizioni il corpo fatica a raffreddarsi, perché il sudore evapora meno bene, e questo porta a surriscaldamento e a più stanchezza. Più fa caldo e più è umido, più diventa difficile mantenere il passo in sicurezza.

L'ho provato sulla mia pelle: avvicinandomi alla metà gara facevo fatica a tenere il ritmo della mia maratona precedente. Il calore del sole, unito a quello che saliva dall'asfalto, è diventato fastidioso, tanto che avevo i brividi nonostante il caldo. Sapevo che dovevo rallentare per restare al sicuro. Anche rallentando (parecchio), la frequenza cardiaca restava (troppo) alta. Non potevo andare più veloce.

Il mio passo e la mia frequenza cardiaca durante la maratona; nonostante il rallentamento per il caldo, la frequenza è rimasta alta
Il mio passo e la mia frequenza cardiaca durante la maratona; nonostante il rallentamento per il caldo, la frequenza è rimasta alta

Al via della maratona ero ottimista. Pensavo che chiudere sotto le 4 ore fosse alla portata, forse addirittura eguagliare il mio record personale di 3:51. Sono partito a quel ritmo obiettivo, ma con il senno di poi è stato un errore. Il caldo ha presentato il conto poco alla volta. A metà gara ho dovuto cambiare mentalità: smettere di inseguire un tempo e pensare solo ad arrivare. Lasciar andare un obiettivo che ti eri messo non è facile. Serve disciplina mentale per vedere lo sforzo non come un fallimento, ma come un altro tipo di vittoria: la perseveranza al posto del passo.

L'evento in un'immagine: stringo i denti nonostante l'esaurimento al 40° KM della Leiden Marathon 2025. Nota la moto-ambulanza sullo sfondo e l'obiettivo della fotocamera appannato, sfocato dal sudore e dall'acqua che mi versavo addosso per rinfrescarmi.
L'evento in un'immagine: stringo i denti nonostante l'esaurimento al 40° KM della Leiden Marathon 2025. Nota la moto-ambulanza sullo sfondo e l'obiettivo della fotocamera appannato, sfocato dal sudore e dall'acqua che mi versavo addosso per rinfrescarmi.
Le notizie olandesi sui feriti e sul decesso
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Alla fine ho chiuso i 42K in 4:17, la mia maratona più lenta finora. Ma ho tagliato il traguardo con un sorriso, sapendo che era una vittoria a tutti gli effetti. Purtroppo non tutti i corridori hanno avuto la stessa fortuna. All'evento di Leeuwarden un corridore è morto tragicamente vicino al traguardo, e durante la Leiden Marathon ho visto altri crollare, soccorsi subito dalle squadre di primo soccorso, eccezionali.

Quando arrivare è vincere: ho finito la Leiden Marathon!
Quando arrivare è vincere: ho finito la Leiden Marathon!

Conclusione

Per me correre una maratona è qualcosa di speciale, molto più che macinare 42 chilometri. È una questione mentale, in cui l'atteggiamento conta quanto la prestazione fisica. L'ho sentito durante la mia prima maratona ad Amsterdam, dove il senso di vittoria era quasi spirituale. Questa maratona con il caldo è stata un'altra sfida importante. Metterti alla prova in condizioni difficili può insegnarti molto, e quell'esperienza ti resterà dentro a lungo. Qualunque sia il tuo obiettivo, rispetta sempre le condizioni, ascolta il tuo corpo e soprattutto: stai al sicuro là fuori!

Fonte:

Davis (2025) "Calculating the effects of heat and humidity on marathon performance" - runningwritings.com

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