
Scrittura · 15 dic 2020
Perché Apple Silicon è una svolta
Sbalordito da un MacBook Air
Apple ora progetta i propri processori e ho avuto la possibilità di lavorare con l’ultimissima novità di Cupertino: un nuovissimo MacBook Air con processore M1. Non sono mai rimasto così sbalordito da un MacBook Air, gioco di parole voluto (air, aria: mi ha tolto il fiato). Ti spiego perché secondo me Apple Silicon è una svolta.
Potenza contro autonomia
Chiunque si interessi di informatica mobile sa che la potenza di solito si paga con l’autonomia della batteria. Un processore potente consuma energia, si scalda e ha bisogno di ventole per raffreddarsi. Beh, non più: ecco Apple Silicon!

Sono ancora completamente sbalordito: il nuovo MacBook Air che ho qui è senza dubbio il computer più veloce che abbia mai avuto. Eppure è del tutto silenzioso e l’indicatore della batteria sembra bloccato su "pieno". È un’esperienza strana, quasi aliena: ti aspetti qualche trucco, ma non ce n’è nessuno: questo è un computer che cambia le regole del gioco.

Una cosa che ho sempre apprezzato di iPad e del mio tablet Surface è che sono silenziosi. Così posso concentrarmi sul lavoro, senza il fastidioso sibilo di una ventola. O il fastidioso calore sotto la tastiera. Ora ce l’ha anche il Mac: un silenzio zen unito a prestazioni pure.
Come fa Apple?
La risposta breve: lezioni dal mobile. iPhone e iPad hanno avuto un successo enorme perché Apple integra a fondo hardware e software. Rispetto a un processore PC tradizionale, i chip mobili prodotti da Apple sono su misura per il carico di lavoro che si aspetta di far girare.
Così può ottimizzare il processore sia per la velocità sia per l’efficienza energetica. Il sistema operativo usa il processore in modo intelligente per eseguire i compiti sui core più adatti. Per esempio, scaricare le nuove e-mail può essere fatto con un core CPU più lento ma molto efficiente, mentre un gioco usa i core potenti.
Oltre al software intelligente, ha integrato dentro il chip del processore molti chip che altrimenti sarebbero esterni, sulla scheda logica principale. L’impresa più incredibile è integrare nel chip la memoria di sistema. Così non serve più una 'autostrada' a banda ultra larga tra la CPU e i banchi di memoria esterni. Dato che la memoria è proprio lì, dentro il chip principale, non c’è bisogno di spostare tutti quei bit e byte avanti e indietro. È molto più efficiente, per come è progettato.

Conclusione
Quello che dovrebbe spaventare la concorrenza è che questo è solo l’inizio. È il primo tentativo di Apple di fare un processore per Mac e ha superato la maggior parte delle aspettative.
È difficile scacciare la sensazione che tutti i computer che ho siano ormai antiquati, la differenza è davvero così grande. Dai miei server energivori nel datacenter (che consumano kilowatt ogni giorno) al tablet che porto in giro. Tecnologia inefficiente di ieri: il futuro è arrivato, accidenti!